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Coldiretti: affitti «drogati» in agricoltura

diFabrizio Favre
13 febbraio 2014
Lo scorso mese di Giugno con una nota indirizzata a tutti i Sindaci e una comunicazione al Presidente della Giunta e all'allora Assessore all'Agricoltura, la Coldiretti Valdostana – alla luce della notizia di pascoli affittati a peso d’oro dal Comune di Etroubles ad aziende di fuori Valle – metteva l’accento del verificarsi di una procedura distorsiva del reale valore degli affitti. Infatti anche nella nostra Regione, come nel vicino Piemonte, aziende con diritti a contributi maturati in pianur

«La convenienza è notevole – spiega il presidente della Coldiretti Pino Balicco –l’azienda ha acquisito il diritto ad un contributo fisso, (c.d. storico) ad esempio, per 20 ettari di seminativi ma li deve lavorare con costi notevolissimi e problemi di mercato; se lascia i seminativi e si mette a coltivare i suoi 20 ettari su una superficie di pascolo in alpeggio,  il contributo è sempre uguale. Con la differenza che in alpeggio esegue solo il pascolo di bestiame non lattifero, praticamente a costo zero. Se le norme comunitarie lo permettono non possiamo certo obiettare e la pratica è lecita, anche se non riteniamo sia moralmente corretto, il problema è che tali imprese arrivano sul nostro territorio, forti degli alti contributi che percepiscono, e “sballano” completamente il naturale mercato degli affitti. Per un alpeggio comunale ad Oyace sono arrivati a offrire oltre 5 volte l’affitto pagato sinora passando da circa 3.500  a circa 17.500 euro».

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